Dai versi di Blake a Spotify: l’EP dei “Dead Poets Club” nato nel laboratorio dell’IA con l’Università Bicocca
William Blake, Gabriele D’Annunzio, Rosalia de Castro e Catullo sbarcano su Spotify. A portarli è il collettivo “Dead Poets Club”, con il primo EP omonimo disponibile da ora su tutte le piattaforme digitali. Un progetto che unisce intelligenza artificiale, creatività umana e ricerca universitaria. I quattro brani sono nati come parte di un laboratorio sperimentale condiviso con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca – Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione – e con lo spin-off Whattadata.
Il fulcro è rimasto sempre e solo la creatività dei musicisti e dei compositori. L’intelligenza artificiale è intervenuta unicamente come supporto alla produzione artistica, anche attraverso l’utilizzo di cantanti virtuali. A ribadire il valore poetico al centro del progetto, i testi si basano su sette grandi poesie della tradizione letteraria mondiale.
In questo servizio di Jam Tv gli ideatori Giovanni Favero, Roberto Turatti – batterista, DJ e storico producer con oltre 140 evergreen all’attivo, considerato tra i padri dell’Italo disco – e Fulvio Muzio – compositore, chitarrista e tastierista dei Decibel, già autore di “Contessa” e “Lettera dal Duca”, oltre che medico con progetti in ambito psico-acustico – raccontano obiettivi e retroscena del progetto.
“Cockn’y Outcast – In Milan Town Tonight”: la grande truffa dell’IA
“COCKN’Y OUTCAST — In Milan Town Tonight” è un fotoromanzo realizzato interamente con strumenti di intelligenza artificiale generativa. Dieci tavole in stile graphic novel raccontano la storia della band omonima: tre personaggi che si incontrano nella cella di Wandsworth Prison e trovano nella musica un’unica via d’uscita, fino a una serata milanese che diventa riscatto.
Il racconto per immagini accompagna il singolo “In Milan Town Tonight (February 6th 2026)”, prodotto e arrangiato dai Dead Poets Club sulle note de “Il cielo di Milano” di Enrico Ruggeri e Massimo Bigi, con il testo adattato in inglese da Ronnie Jones. Tutto il materiale visivo e narrativo è generato con strumenti di intelligenza artificiale.
Il progetto, firmato da Giovanni Favero, è realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e con lo spin-off Whattadata, con l’obiettivo di studiare un utilizzo etico dell’AI nella produzione musicale professionale. Dal laboratorio nascerà anche una tesi di laurea della studentessa Giorgia Tognoli dedicata al legame tra Intelligenza Artificiale generativa e comunicazione.
Dead Poets Club e l’Algoritmo della musica: Fulvio Muzio e Renato Caruso con Max Brigante a Radio 105
Musica e scienza. Creatività e Intelligenza Artificiale. I poeti del passato incontrano la tecnologia del presente e le parole confinate su vecchie pagine di libri ingialliti prendono una nuova forma. Si chiama Dead Poets Club, l’esperimento nato da un’idea di Giovanni Favero, Fulvio Muzio e Roberto Turatti.
Un progetto che ora diventa anche parte di un libro. Un capitolo de “L’algoritmo della musica – Da Pitagora all’Intelligenza Artificiale” (Tsunami Edizioni, 2025) del musicista e divulgatore scientifico Renato Caruso è dedicato proprio al progetto che riporta in vita i versi di Blake, Catullo, Poe e Lia Bai. Un volume che esplora il rapporto tra scienza e musica, attraversa i secoli analizzando l’evoluzione matematica e musicale, fino ad arrivare ai moderni algoritmi di IA applicati alla composizione e alla produzione sonora. Un modo nuovo e originale per approcciarsi alla musica, con lo sguardo proiettato nel futuro ma tenendo sempre conto dell’insostituibile nucleo creativo umano.
Ce lo raccontano Fulvio Muzio e Renato Caruso ospiti di 105 Mi Casa, il programma di Max Brigante su Radio 105.
Longevità attiva: progettare oggi i percorsi di salute di domani – di Giovanni Favero
Articolo pubblicato sul terzo numero di SanitàInforma
Nel dibattito sulla costruzione dei percorsi di salute, la prevenzione e l’attivazione consapevole della persona rappresentano una leva sempre più centrale. La longevità non è solo una questione individuale, ma un elemento che incide sulla sostenibilità complessiva del sistema. In questo quadro, l’approccio alla “longevità attiva” offre una chiave concreta per tradurre il principio delle persone al centro in comportamenti misurabili e duraturi nel tempo.
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Redazione: Giovanni Favero, Roberto Berva ed Ettore Saladini

